martedì 1 novembre 2011

Il senso vero dell'incontro di Todi. Il nuovo impegno dei cattolici italiani


Berlusconi sì, Berlusconi no, nuovo partito cattolico sì, oppure meglio di no, a leggere i resoconti giornalistici del seminario “La Buona Politica per il Bene Comune”. I cattolici protagonisti della politica italiana svoltosi a Todi lo scorso 17 ottobre per iniziativa del Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro, si trova la conferma che lo sport nazionale è la lettura dell'ombelico, ovvero l'incapacità di andare oltre la polemica del momento. Ai commentatori che in gran numero hanno assediato la quiete del convento francescano di Montesanto interessava capire se l'iniziativa fosse finalizzata a dare il benservito a Berlusconi e a mettere in campo una cosa bianca, magari in grado di puntellare un claudicante centrosinistra (malgrado tutto) o di sostituire il Pdl nella guida dei moderati.
Considerato da questo angusto orizzonte d'attesa, l'esito dell'incontro potrebbe essere rubricato come una mezza delusione; solo la conferenza stampa finale ha concesso qualcosa ai desideri dei titolisti con le parole di Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL, che ha richiamato l'esigenza di un governo più forte dell'attuale. L'aspetto più grottesco di questa smania politico-mediatica, comunque, è stato raggiunto dal Presidente Berlusconi che martedì 18 ha dichiarato in un comunicato ufficiale che il convegno non si era svolto per dare una spallata al suo governo.
Ma nessuno era andato a Todi per interpretare un nuovo atto nelle farse da teatrino dei pupi che occupano lo spazio pubblico italiano. Al contrario i partecipanti al convegno, esponenti delle principali organizzazioni cattoliche all'opera nel tessuto sociale (una galassia che raduna diversi milioni di iscritti), erano ben decisi a risultare dissonanti rispetto ai motivetti tanto in voga.
Dissonanti per prima cosa perché ben saldati nel tempo e nelle sue dimensioni, e quindi liberi dall'appiattimento sull'ora presente. Né può essere altrimenti per i rappresentanti di un mondo, quello del cattolicesimo sociale, che ha espresso la migliore classe dirigente dell'Italia repubblicana, di cui ha accompagnato con successo la crescita economica.
La novità di Todi, dunque, consiste nella scelta di tornare a riunirsi nella consapevolezza che la crisi del Paese non consente più di restare a guardare e di cedere deleghe a chi palesemente non è più in grado di promuovere il bene comune.
Proprio questo fine è il discrimine tra il modo di condurre la vicenda politica in auge e il modo nuovo su cui i cattolici intendono compiere un percorso unitario al servizio della società. Non è più tempo di battaglie per sostenere un interesse o una parte politica a scapito dell'altra e dell'intera nazione.
L'uomo politico deve operare per il benessere dei cittadini e non per il successo personale, perché a questo lo vincola la dignità dell'uomo che è il fondamento e il fine della società. Non un valore trattabile, ma un bene indisponibile che trova la sua origine nell'opera creatrice di Dio.
Per questa ragione il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, nell'aprire i lavori del seminario ha detto che non riconoscere la dimensione pubblica della religione significa anche creare una società incapace di … attuare il bene comune, scopo della società giusta. Il bene comune - ha detto infatti il cardinale Bagnasco - comporta tutte le dimensioni costitutive dell'uomo e quindi deve riconoscere anche la sua apertura a Dio, la sua dimensione religiosa.
Per questa ragione il Cardinale ha richiamato l'attenzione su questioni cruciali che riguardano le sorgenti stesse dell'uomo: l'inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l'uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino … proprio perché sono sorgenti dell'uomo, questi principi sono non negoziabili".
L'impegno pubblico dei cattolici, comunque, non intende in alcun modo proporsi in modo confessionale, poiché lo stesso Papa, parlando di recente al Parlamento tedesco, ha ricordato che il cristianesimo non ha mai voluto fondare il diritto sulla rivelazione, ma sulle fonti comuni della ragione e della natura.
L'impegno assunto dall'associazionismo cattolico a Todi riguarda, pertanto, prima ancora che la fondazione di un soggetto partitico, la volontà di rinnovare la stessa politica italiana. Il contrasto al soggettivismo etico, la difesa dei valori umani, la promozione della coesione sociale e la lotta alle diseguaglianze economiche sono i campi nei quali si svolgerà la nuova stagione della partecipazione dei cattolici alla vita politica del Paese. Questa la grande novità che Todi ci consegna a dispetto di tanti (intenzionali) fraintendimenti mediatici.


pubblicato su La Domenica d'Abruzzo, n. 32 del 22 ottobre 2011, p. 9

Nessun commento: